mercoledì 25 settembre 2013

Lacrime amare

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Ho sempre detestato essere un amico per una donna, mi sa di quelle classiche situazioni a metà, ed io sono sempre stato un tipo a cui piacciono gli estremi, o tutto o niente, lei però è stata un'eccezione, usciva insieme al mio gruppo, imparai a volergli bene davvero durante gli anni, ogni tanto ci provavo anche, ma la risposta era sempre negativa a cui seguiva sempre la solita motivazione sull'amicizia, accompagnata da altre stronzate simili. Per me erano solo stronzate, visti e considerati determinati episodi. Una sera la passai a prendere, era già arrabbiata per fatti suoi e verso la fine della serata finii per prendersela con me, volevo farla distrarre ma lei fraintese, chiesi scusa ma non servì a nulla. Tre settimane di silenzio, poi un suo messaggio, un piccolo passo verso di me in una sera in cui l'anima era calda. In un primo momento non volli dare importanza a quel suo gesto, le feci capire che ci ero rimasto troppo male e che sarebbe stato meglio troncare ogni tipo di contatto ed andai a dormire a tranquillo, senza pensare troppo alla situazione appena chiusa. Il giorno dopo mi svegliai carico, ma il mio primo pensiero fu a come mi ero comportato la sera prima, iniziai a pensare che forse non valeva la pena dannarsi tanto, le persone ti deludono, soprattutto quelle a cui decidi di dare molto di più di quello che meriterebbero, quindi le mandai un messaggio e le dissi che se ancora lo voleva, potevamo riprovare a cercare di "ricucire" quello che ormai si era lacerato. Lei rispose in modo affermativo, mi disse che già questo mio modo di venirle incontro le faceva piacere. Così adesso, eccoci qui, in un pub, io, lei, due birre ambrate e musica jazz di sottofondo. Mentre le mura del pub venivano percorse dalle note di "Time after time" di Miles Davis, iniziammo una sorta di ulteriore chiarimento, visto che era la nostra prima uscita dopo la serata litigiosa. Iniziai a punzecchiarla - Sai una cosa, tu sei la seconda ragazza che piange in quella maniera per me, prima di te era capitato solo alla mia ex... - dissi mentre iniziavo a sorseggiare la birra, - Ah veramente? Vuoi vantarti allora? - rispose lei, con un sorriso che sapeva di frecciatina, - Dovresti conoscermi ormai come persona, quindi puoi risponderti da sola... - posai il bicchiere sul tavolino mentre lei invece continuava a sorseggiare, si fermò e disse - Comunque stavo scherzando cretino! - Per carità, non lo metto in dubbio madame, ma dimmi, per te ora è tutto ok? Se hai qualche altra cosa dentro, parla ora, prima che possa scoppiare qualche altro casino riguardo... - mi interruppe posando la sua mano sul mio braccio, - Senti, non c'è bisogno che vai avanti, ho capito cosa vuoi dire, per me è tutto a posto, procediamo così, per il resto poi si vedrà, ora non mi importa, a me basta che tu ci sia, anche se ora sei un po' freddo non mi interessa, l'importante è che mi hai dato una seconda chance. Annuii anche se non ero convinto delle sue parole, non so come spiegarlo, sentivo che qualcosa era cambiato, ma stranamente non la sentivo lontana o distaccata, anzi tutt'altro, sembrava come se stesse lentamente entrando dentro i miei angoli più remoti, e non potevo farci niente, l'avvertivo come un pericolo visto che mi ha sempre considerato come un semplice amico. - Comunque alla fine devo dirti la verità, non pensavo di tenerci così tanto a te, sarà banale, ma è proprio vero che non si è consci dell'importanza di qualcosa fin quando non la si perde... - disse - Va be', alla fine siamo umani, si sbaglia, si cade però l'importante è andare avanti nel miglior modo possibile, cercando di porre rimedio agli errori... - risposi. Lei continuò a parlare - Sai cosa altro ho pensato? - No, dimmi pure, ascolto - Ricordi quando certe sere mi facevi ridere talmente tanto che ti imploravo di smetterla? - Certo che lo ricordo, ma non potevo accontentare la tua richiesta visto che le cose che dicevo mi venivano spontanee - Be', ti prometto che non lo farò mai più visto quanto è successo... - Eh saggia decisione, spero che la lezione ti sia servita - dissi, facendole una smorfia ed una carezza, ed aggiunsi - Le lacrime più amare, sono quelle versate per chi, fino a ieri, era capace di farti ridere con la stessa facilità con cui si respira, non trovi? - Azz, bella frase, di chi è? - domandò lei sorridendo - Veramente è mia, mi è venuta ora, ma se proprio non ci credi puoi controllare su google e vedere se ti compare qualche autore famoso - risposi ridendo - No no, ci mancherebbe ti credo!. Iniziò a scorrere sulla panca di legno, verso di me, fino ad attaccarsi al mio fianco, - Che succede? Come mai ti sei azzeccata? - chiesi stupito - Stasera mi va di starti attaccata, problemi? - ribatté lei - Per carità, nessun problema, solo che in tutti questi anni non è mai successa questa cosa, per questo chiedevo... - In una giornata possono cambiare miriadi di cose, figurati se non cambiano durante delle settimane... - Hai ragione - risposi. Iniziai a preoccuparmi, pensai, cosa diavolo le prende ora a questa? Può mai essere che ora, proprio adesso che mi era passato qualsiasi tipo d'interesse nei suoi confronti, lei inizi a provare qualcosa in più per me? No, non può essere vero, vuole solo essere un po' più affettuosa per farsi perdonare, deve essere così, non può essere altrimenti. Ripresi a bere birra, a grandi sorsi la mandavo giù, mentre bevevo la osservavo attentamente, ascoltavo quello che diceva, - Tu che sei esperto, sai dirmi come si chiama questa canzone? - Questa è "Blue train" di John Coltrane, bella vero? - Molto, mette allegria, se l'avessi conosciuta prima l'avrei ascoltata mentre versavo lacrime amare... - disse, mentre la sua birra ormai era arrivata a metà. - Che c'è? Ora vuoi tornare sull'argomento di prima? - chiesi con tono a metà tra l'infastidito e l'aggressivo, - Assolutamente, era tanto per dire, o meglio, vorrei capire alcune cose, su di te - Tipo? - chiesi, tornando ad essere calmo - Tipo... Per te in realtà cosa sono? - Scusa ma cosa c'entra questo con me stesso? - Tu intanto rispondi, poi al resto penserò io... - rispose con aria tranquilla, sembrava essere in pace con l'universo in quel momento. - Mah, posso dirti che sei una persona a cui voglio bene, molto bene direi - risposi. A dire il vero non so se feci bene a rispondere così, - Qualcosa non mi convince della tua risposta... - disse, - Per ora fattela bastare quella risposta, poi più avanti se vorrai rifarmi la stessa domanda vedrò di essere più esaudiente... - ecco, lo sapevo, ho sbagliato di nuovo pensai mentre bevevo l'ultimo sorso. I bicchieri ormai erano vuoti, un po' come le nostre anime quella sera, mi alzai per andare a pagare il conto, cercò di anticiparmi ma fui più veloce. Uscimmo dal pub, iniziò a farmi la predica sul fatto che le avevo offerto da bere, non risposi, mi limitai ad andare verso la mia auto. Entrai, - Dove andiamo? - le chiesi, - Dove ti pare, facciamoci un giro in macchina e poi al massimo torniamo a casa... - rispose, - Va bene, madame. Mi diressi verso il lungo mare, l'aria quella sera era fresca al punto giusto, le chiesi se voleva a scendere a fare due passi ma la risposta fu negativa, accostai lungo il marciapiede, ci accendemmo una sigaretta in macchina, l'orologio segnava le 02:49, il deserto intorno a noi, un deserto che sapeva di pace e tranquillità. Un tiro ed uno sguardo che poi andava a disperdersi nel fumo, dallo stereo ascoltavamo "Ineluttabile" dei Marlene Kuntz, solo la loro musica a rompere il silenzio, che poi neanche a farlo apposta quella canzone era adatta alla situazione, durante i primi versi ("chili di silenzio per inaugurare un nuovo gioco...") infatti, ci scappò un sorriso. Non mi dispiaceva restare così, alla fine perché provarci, tanto già conoscevo la risposta, lei anche sembrava stare in pace quindi perché rovinare il momento. Finimmo di fumare, lei non disse nulla, così accesi il motore ed andai verso casa sua. Arrivammo davanti al suo portone, - Grazie per la bella serata, forse dovremmo uscire più spesso per conto nostro, tu che ne pensi? - disse, - Per me non ci sono problemi, ma sai benissimo a cosa vai incontro... - risposti, lei sorrise, mi diede un bacio, scese ed entrò dentro il palazzo. Io mi feci un altro giro, non mi andava di rientrare subito a casa, e poi avevo ancora nella testa certe cose poco chiare. Pensai e ripensai a quello che le avevo detto, a come mi ero mosso, e sinceramente non so perché quella sera mi prese così. Volevo capire, questa è la verità, comprendere il suo cambiamento, cosa voleva? Che voleva dire? Cosa gli è scattato dentro? Alla fine rientrai a casa senza risposte e smisi di pensarci, anche perché con una donna non si sa mai come fare, è sempre troppo presto per scoprirsi, ed è sempre tardi quando ti accorgi che è entrata dentro di te.

venerdì 31 maggio 2013

Non entri

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Alcuni pensieri, sono affilati come spade e sottili come pugnali: quando vengono a farti visita, non puoi fare altro che limitare le ferite. Quando la mente è accecata, gli occhi sono inutili per vedere. Puoi affidarti solo al cuore. Un po' come finire dalla padella alla brace, ma arrivato ad un certo punto non è che ti frega più di tanto della direzione che hai preso, cammini e basta, tanto cosa cambia? Certo, qualcosa può sempre cambiare, ma in quei maledetti attimi in cui il vuoto più totale ti pervade, e diventa sagoma sovrapposta alla tua anima, non te ne frega assolutamente nulla di come possa cambiare il tuo cammino. Avanti ad oltranza, aggrappandosi a quella maledetta droga chiamata "speranza", cercando di tamponare ferite, accarezzando graffi, considerando il dolore come un compagno di viaggio: è lì, ha pagato il biglietto del mio treno ora non posso cacciarlo. Ah, è vero, mi stavo dimenticando di te. Sei lì, ormai da parecchio tempo, sulla soglia della porta, mentre io sono seduto in casa a bere. Non entri, ma nemmeno te ne vai, mi piace guardarti, lì, immobile, mentre fumo una marlboro rossa. Non lo so perché non ti tiro dentro e nemmeno perché non ti allontano, credo comunque che io e te dovremmo fissare alcuni punti, di contatto. Lo sai, adoro quelle persone che conoscono il senso della “distanza", mai troppo vicine, mai troppo lontane, sempre al tuo fianco pronte ad esserci. Fa' la tua scelta dunque.

martedì 30 aprile 2013

Impara a bastarti...

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"Impara a bastarti. Chi non sa bastarsi non può bastare."

mercoledì 27 febbraio 2013

Rimanere è troppo

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Non capisco se dovrei sentirmi fortunato o semplicemente dannato. Quando cammino dentro me stesso sento sempre il suo odore, la sua presenza e scappo subito fuori, tra anestetici, illusioni e frustrazioni della vita quotidiana, anche lì sento il suo respiro, delicato e silenzioso, come se volesse farmi capire che in realtà lei c'è sempre, ma non vuole darmi troppo fastidio. Lei ogni tanto si perde e quando accade inizia a chiamarmi. Lo so, non dovrei rispondere al suo richiamo ma non ne sono ancora capace, non ho sapone con cui tappare le orecchie, non ho niente, sono perso anch'io, maledettamente. Certe persone sanno di aspettare invano ma non riescono a smettere di farlo. La speranza è una droga potentissima e subdola. Soffia su di me il vento degli attimi passati, lei sussurra, mi vuole fuori da me stesso, ma perché? Annegare nei vuoti dell'anima, provare a resistere per poi cadere, che senso ha? Continuare a sbagliare, gira che ti rigira sei sempre lì. Andare e poi tornare, rimanere è troppo. Sento che lei forse è tutto quello che vorrei, ma non posso averla. Dita fredde sulla pelle dell'anima, brividi che sanno di sangue e lame. Questa non è mancanza, non è malinconia, deve essere qualcos'altro, qualcosa che va oltre.  A volte, i ricordi ti compaiono davanti senza un perché, tu fingi d'ignorarli e loro per dispetto ti fanno uno sgambetto, facendoti cadere. Il mio non è un cuore malato e neanche pazzo, è semplicemente narcotizzato, da te. Se ti manco almeno avvisami.

martedì 22 gennaio 2013

Graffi della pioggia

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La testa, è pesante la mattina al risveglio perché i sogni pesano come macigni, soprattutto quando decidi d'abbandonarli. Non ti rimane che alzarti nonostante tutto, in fondo è un altro giorno. Guardi la tua stanza, non cambia mai, cocci di vita e di morte sparsi in ogni dove, prima o poi andranno sistemati, ma non oggi. Inizia a piovere, così, senza motivo, di prepotenza appaiono i nuvoloni gonfi e neri, come i demoni che abbiamo dentro. Piove, sono accanto alla finestra, non la guardo, so benissimo che se lo facessi, le gocce di pioggia disegnerebbero il tuo viso su di essa. Ognuno cerca di intrappolare come può le ombre che si porta dentro, io di solito uso carta, penna ed una buona birra. Un tempo era lei a "proteggermi" da me stesso, era diventata la parte migliore di me, poi passò dalla parte del "nemico", ancora non mi spiego come sia successo, forse il motivo è quello che la gente chiama "fatalità". Guardo la finestra, della tua figura non c'è traccia, ci sono solo i graffi della pioggia, alcuni vanno via subito, altri invece rimangono e si ramificano. Mi sembra di vedere una metafora dell'animo umano, su questo vetro bagnato dalla pioggia: per quanto possa essere spesso il tuo vetro, ci sarà sempre qualcuno o qualcosa capace di lasciarci sopra un segno, o magari di sfondarlo. Vorrei avere un'anima simile ad una katana: sottile ma in grado di trapassare qualsiasi corazza. Un giorno potrei sempre rivederti, non si sa mai, mi piace immaginarmela così la scena: andarsi incontro, fermarsi a qualche passo di distanza, iniziare a scrutarsi, poi raggiungersi e scoppiare in un abbraccio liberatorio. Spero di non averti fatto emozionare, che ci vuoi fare, nel cuore tutto diventa eterno, anche le persone.

lunedì 31 dicembre 2012

Vi auguro

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Vi auguro un anno pieno di gioia e serenità, sperando che sia davvero migliore dell'anno appena passato. Vi auguro di avere sempre sia il coraggio di sognare sia la forza per non mollare nei momenti più bui. Vi auguro di saper stringere i denti quando la vita picchierà un po' più forte e di sapervi rialzare se ella riuscirà a farvi andare a terra. Vi auguro di riempire il vostro cuore con parole e gesti d'affetto, ma non dimenticate di portare sempre con voi anche un "vaffanculo", non si sa mai! Buon anno a tutti!

mercoledì 5 dicembre 2012

Salvami

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Notte tinta dal peccato, corpi voraci si divorano a vicenda, mentre la passione dipinge di rosso la carne avvolta dal vortice del desiderio. Baci sporchi, lascivi, dati per sentirsi un po' più pieni, rubati per sfuggire ai demoni, poi ci si ritrova a leccare i graffi, da soli. Quale incantenvole magia il tuo corpo. Non ti accorgi che l'unico modo che ho per sentirmi vivo è quello di morire ogni notte sulla tua pelle. Sì, ho paura, ma non preoccuparti, usami pure senza pudore, non mi interessa ora, mi basta anche essere un piccolo e tiepido riflesso sulle pareti della tua anima. Non so cosa tu possa mai volere da me, so solo che di qualsiasi cosa possa trattarsi, io proverò a dartela. Ecco perché mi fai paura. Posso sparire in un istante come puoi farlo anche tu, quindi sfamiamoci adesso senza esitazioni. Non esiste freddo quando sei qui, per cui fatti sentire, fallo più forte che puoi, mangia le tue paure, distruggi questa corazza, sfondami dentro una volte per tutte. Salvami. Ti guardo negli occhi ora, mi perdo dentro te, in quel velo di tristrezza che copre i tuoi occhi, delicato mi avvolge e sale la rabbia per un destino così ingiusto.

giovedì 22 novembre 2012

Simile ad una raffica di vento...

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"Simile ad una raffica di vento, è il tuo pensiero che sfiorandomi, gli occhi miei bagna."

martedì 13 novembre 2012

La tua pelle è come...

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"La tua pelle è come una droga per me, come vedi ne sono ancora dipendente ed affogo atrocemente in una continua crisi d'astinenza."

lunedì 12 novembre 2012

Certe sere

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Tu sei lì che ti guardi attorno, sei tranquillo, rilassato anche se alla fine te l'aspettavi una simile "rimpatriata", inerme aspetti di capire con quale intenzioni siano arrivati questi ospiti. Il passato a volte, non si accontenta di farti una semplice visita di tanto in tanto, no. Sfonda la porta della tua anima, tu gli fai notare che è un maleducato ma lui se ne frega, entra, insieme a suoi fedeli compagni e compagne: demoni, malinconie, rimpianti... Certe sere, comprendi che un ricordo non è solo ciò che è stato, ma è qualcosa di latente che vive dentro te, respira, ci convivi anche se tu non fai altro che ignorarlo, poi quando ti si ripresenta davanti, bloccando i tuoi passi come un muro, non puoi più fare finta di nulla. Allora comprendi che siamo fatti per non resistere alle persone sbagliate ed i ricordi, certe volte, diventano mostri sanguinari, ti sbranano pezzo per pezzo l'anima, sezionandola in infinite parti, non riesci neanche ad urlare dal dolore mentre consumano il loro banchetto, è tutto troppo veloce, alla fine rimane solo un grande freddo, quello di cui avevi solo sentito parlare ma non riuscivi a capire bene di cosa si trattasse. Sei talmente ridotto allo stremo che l'unica cosa che vorresti è solo qualcosa a cui aggrapparti, per non continuare a cadere nella voragine della malinconia ma purtroppo comprendi anche che si è soli in certe situazioni, serve qualcosa per iniziare a risalire non per restare fermi, e la chiave per aprire i lucchetti della catena che ti rende prigioniero può trovarla solamente dentro te stesso.

lunedì 5 novembre 2012

Se lo desideri...

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"Se lo desideri, puoi sezionare il mio cuore in infinite parti, troverai in ognuna di esse qualcosa che parla di te."

venerdì 2 novembre 2012

Spregevole illusione

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Il cuore non dimentica i luoghi su cui è passato, le anime che ha ospitato, la persona in cui ha trovato un rifugio sicuro. Le persone non ti aspettano, invece i loro cuori sì. Gli schiavi dell'orgoglio non lo ammetteranno mai. Uno cerca di andare avanti, convivendo con quel "dolore" per non "morire", ma è inutile. Bisognerebbe avere il coraggio di morire davvero di quel dolore, strapparselo da dentro il petto, guardarlo in faccia e poi sbatterlo contro un muro, con tutta la rabbia sopita fino ad allora, farlo a pezzi, combattere, lottare, fino all'ultimo e non cercare di trovare sollievo all'ombra dell'abitudine. Spregevole illusione, sfacciata e delicata allo stesso tempo.

martedì 30 ottobre 2012

Solite cose banali

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Alle spalle la tua figura diafana, sento ancora il suo respiro sul mio collo. Non ne posso uscire, ora è sicuro, così ripenso alle solite cose banali sentite e dette. Dicono che in amore vince chi fugge, chi ama di meno... Quante ne ho ascoltate. Ne aggiungo anch'io una: in amore non vince né chi fugge né chi resta, ma quello che penetra l'anima dell'altro senza che questi se ne accorga. Tanto, una banalità in più o in meno cosa cambia? Tu comprendi il perché delle mie parole. Ci siamo persi in giorni che ormai sono andati e non torneranno. Il mio cuore sta per scadere. Faccio rivivere i ricordi su fogli sparsi nella mia stanza: è un modo come un altro per anestetizzarli ed allievarne il dolore. Lascio la mente viaggiare, non mi interessa dove va purché sia lontano da te. Mi accingo ad essere rapito dalle sinuose forme, quale bramosia muove l'animo questa notte e chissà dove lo porterà.

lunedì 29 ottobre 2012

I ricordi sono...

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"I ricordi sono proprio dei maledetti prepotenti: è inutile chiudergli la porta in faccia, tanto loro la sfondano."

sabato 27 ottobre 2012

La musica abbinata alle parole...

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"La musica abbinata alle parole crea un vortice da cui non si ha scampo. Ti prende e basta, non puoi fare altro che lasciarti andare."

giovedì 25 ottobre 2012

Aria d'autunno

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L'aria d'autunno inizia a farsi sentire, le mie malinconie non attendevano altro. Non c'è più niente, sembra tutto morto. Chiudo gli occhi. inizio a camminare tra i pensieri, giro tra mente e cuore. Vorrei capire tante cose ma non so dove mettere mano, c'è troppo caos, lascio tutto invariato. Guardarsi dentro è una cosa tremendamente difficile, bisogna essere delicati e decisi allo stesso tempo, come quando dobbiamo sottoporci a qualcosa di doloroso, cerchiamo di compiere l'operazione velocemente ma con mano decisa per sentire meno dolore possibile. La mia anima in questo momento la vedo come un campo di battaglia: c'è chi lotta per vivere, chi è morto, chi cerca di scappare sapendo di essere spacciato, chi combatte sapendo che ormai è finito. Non vado in profondità, non ci riesco e nemmeno lo voglio, credo di sapere cosa troverei andando avanti. I ricordi a volte fanno troppo male, torno fuori, da una parte mi sento meglio. La testa ora è diventata troppo pesante, il cuscino affonda, mi preparo alle tenebre. Tengo sempre un quaderno ed una penna vicino al mio letto, per imprigionare nella carta i demoni che mi assalgono durante la notte. Finirà il mio tormento, magari è già morto ed io non me ne sono reso conto. Chissà, forse sono morto io dentro di te e tu lo sai ma non vuoi dirmelo. "È solo leggero vento e non tempesta...", disse la foglia prima di cadere. A volte tutto può finire con leggerezza.

lunedì 22 ottobre 2012

Nella cenere

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Mi lascio avvolgere dal ricordo,
demone sinuoso e subdolo
scalda a tratti il mio cuore
con il suo leggero abbraccio.
Cado di nuovo nel vuoto,
mentre nel mio letto
faccio a pezzi l’anima
vomitando sentimenti.
Non esiste nulla ora,
io e te sepolti nella cenere
un fuoco che brucia latente
sempre pronto a destarsi.
Tendi verso me la tua mano,
lasciami essere scintilla
luce che divampa
distruggendo le tue tenebre.

lunedì 15 ottobre 2012

Luce rossa

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Non resisto purtroppo, non ne ho le forze e forse, a dire il vero, non lo voglio neanche fare. Il mio cuore è rimasto troppo indietro ed a quanto pare vuole rimanere fermo, vicino a te. Non posso fare altro che lasciarmi ammaliare anche questa volta dai tuoi labirinti. Entro ed è già magia, anche se non so dietro quale vicolo girare, procedo e basta, solo l'istinto a guidare i miei passi. Non sento più dolore, mi sembra di essere trascinato in un vortice, mi inghiotte con voracità ed io non oppongo alcuna resistenza. Girovago, esploro, tele di misteri e di ombre mi circondano e mi intrigano. Chi sei davvero? Perché il tuo pensiero mi dona ancora emozioni e magie desuete? Continuo a perdermi sempre più tra queste pareti dalle sfumature tenebrose, le accarezzo camminando lentamente, non guardandomi mai indietro. I passi si fanno sempre più leggeri, ad un tratto le mura iniziano a prendere colore, mi sembra di scorgere una luce rossa più in fondo, mi avvicno, è un debole fuoco, lasciato lì con la sua fiamma pronta a spegnersi da un momento all'altro. Ho capito, devo uscire di qui ora, l'uscita è davanti a me. Non ti lascio niente questa volta, vorrei farlo ma tu non me lo permetti, forse agisci in tal maniera per proteggermi o forse per proteggerti, lo sai solo tu. Una risposta però la vorrei, dimmi, potrai mai continuare ad ignorare queste parole, sapendo di non poter dubitare di loro? Io non ricordo né verità né bugie ma semplicemente attimi intensi, in cui mi bastava averti accanto per stare bene.